2016
Nasce come foglio di dispacci via posta elettronica, distribuito a una rete ristretta di redazioni e uffici di cooperazione. Poche pagine, un solo corrispondente fisso a Beirut e una regola semplice: pubblicare solo ciò che si riesce a verificare con due fonti indipendenti.
2018
La redazione apre una sede operativa per il Mediterraneo centrale e inizia a incrociare i registri di sbarco delle capitanerie con i rapporti delle organizzazioni di soccorso. Da quel confronto nasce la pratica dei dossier numerici, che resta ancora oggi il tratto distintivo della testata.
2021
Arrivano i primi inviati stabili nel Sahel e in Medio Oriente. Cambia il metodo di lavoro: ogni pezzo passa da una doppia lettura, una redazionale e una sul campo, e si allunga il tempo tra la raccolta delle testimonianze e la pubblicazione.
2023
Viene riorganizzato l'archivio dei dispacci per area geografica e per tema, così da rendere consultabili anche i materiali di scarto: note, trascrizioni, foto non pubblicate. Un modo per non disperdere il contesto quando una notizia esce dal ciclo breve.
2025
La redazione consolida la sezione dossier e apre la collaborazione con ricercatori esterni per la verifica dei dati sulle crisi migratorie. Il lavoro sui numeri diventa parte stabile della produzione, non un approfondimento occasionale.
Come si è costruita la redazione, passo dopo passo
Non è una storia di crescita rapida. È una sequenza di scelte pratiche: quali fonti tenere, quali inviati mandare, come trattare i dati quando le versioni ufficiali non coincidono. Qui sotto trovi le tappe che hanno cambiato il modo in cui lavoriamo.
Ogni passaggio ha lasciato una traccia nel modo in cui scriviamo oggi: più lento, più verificato, meno disposto a riempire i vuoti con formule generiche.