Chi ci segue non lo fa per la cronaca veloce. Ci segue per capire come funziona una crisi: chi decide, chi firma i permessi, chi resta fuori dai rapporti ufficiali. Qui sotto una selezione di giudizi e citazioni raccolte tra chi usa i nostri dispacci ogni settimana.
Usiamo i dossier sul Sahel come base per le nostre verifiche interne. La parte sui permessi di transito è quella che nessun altro ricostruisce con questa pazienza. Non trovi le conclusioni già pronte, e va bene così.
Giulia Ferrandi, caporedattrice esteri, testata indipendenteNel nostro gruppo di ricerca sui flussi migratori citiamo spesso il confronto tra registri di sbarco e rapporti delle ONG. È uno dei pochi lavori che mostra gli scarti invece di nasconderli dietro una media. Ci servirebbe la stessa attenzione anche sul canale orientale.
Prof. Andrea Lorusso, demografia delle migrazioniQuando ci hanno intervistati per il reportage sui corrispondenti in Sudan temevamo l'ennesimo pezzo celebrativo. Invece hanno scritto anche dei nostri ritardi e delle scorte obbligatorie. Fa strano leggerlo, ma è il tipo di copertura che serve.
Coordinamento logistico, organizzazione umanitaria attiva in Africa orientaleSeguo il vostro lavoro da due anni. Non ho mai trovato un pezzo che mi dicesse cosa pensare, ma diversi che mi hanno spiegato perché una notizia che leggevo altrove non tornava. Le infografiche sulle rotte sono quelle che riapro più spesso.
Marco D., lettore abbonato alla newsletter settimanalePrima di aprire un nuovo corridoio consultiamo i vostri dispacci per capire cosa è cambiato nelle ultime settimane. Non sostituiscono i briefing interni, ma ci danno il contesto che i canali ufficiali non mettono per iscritto.
Ufficio programmi, consorzio di cooperazione internazionaleSe segui un corridoio umanitario, una missione sul campo o una crisi che non trova spazio nei dispacci, scrivici. Valutiamo il materiale con i corrispondenti della sezione esteri e ti diciamo entro pochi giorni se diventa un dossier o un reportage.